domenica 19 aprile 2009

La voce dei contadini africani...aspettando il G8 dell'agricoltura


(ROMA, 16 APRILE 2009)
Mercoledi 15 aprile si è tenuto a Roma un incontro dal titolo "Verso il G8 agricolo. La parola alle organizzazioni agricole africane". In previsione del G8 agricolo che si svolgerà a Treviso dal 18 al 20 aprile, cinque reti di organizzazioni contadine africane ( EAFF-Federazione dei contadini dell'Africa Orientale, PROPAC-Piattaforma regionale delle organizzazioni contadine dell'Africa Centrale, ROPPA-Rete di organizzazioni contadine e di produttori agricoli dell'Africa Occidentale, SACAU-Unione degli agricoltori dell'Africa del Sud e UMAGRI-Unione degli agricoltori maghrebini) hanno presentato una Dichiarazione Comune in risposta all'emergenza alimentare globale e alla crisi climatica, proponendo un modello di agricoltura realmente sostenibile, nel rispetto dell'ambiente e della preservazione delle risorse naturali. Tutto questo, hanno sottolineato i rappresentanti delle reti contadine africane presenti all'incontro, sarà possibile solamente rivedendo gli attuali meccanismi di funzionamento della governance mondiale dell'agricoltura, dando voce alle organizzazioni contadine di base e ai piccoli produttori agricoli. Il tema della centralità del modello di agricoltura famigliare è stato il filo conduttore dell'intero dibattito e numerosi leader africani hanno voluto sottolineare come questo rappresenti l'unica alternativa possibile alla crisi del settore agricolo-alimentare, attualmente dominato dai "giganti" dell'agrobusiness, come le multinazionali e le grandi compagnie dei semi e dell'agrochimica.
Il problema della rappresentatività dei piccoli agricoltori, come ha ricordato Andrea Ferrante, presidente dell'AIAB (Associazione Italiana di Agricoltura Biologica), è uno dei nodi centrali della questione e riporta alla necessità di reimpostare la governance globale dell'agricoltura dando voce alle organizzazioni contadine, ai sindacati agrari di base, ai movimenti sociali e ai piccoli produttori. L'agricoltura africana, come anche la nostra agricoltura - lo ha ricordato bene Sergio Marini, presidente della Coldiretti - si basa principalmente sul modello famigliare e su aziende agricole di piccole e medie dimensioni. Dare rappresentatività a queste realtà e riconoscere il valore della famiglia come unità produttiva significherebbe quindi non solo garantire democraticità ai processi decisionali così da elaboare politiche condivise e ancorate alle necessità reali a livello planetario ma anche contrastare fenomeni perversi come quello della speculazione finanziaria, principale responsabile dell'aumento dei prezzi dei generi alimentari su scala mondiale. Si impone la necessità di rendere più trasparenti i processi di formazione dei prezzi internazionali delle materie prime agricole, riportando questi ultimi alle necessità concrete dell'economia reale e svincolandoli dalle manovre finanziarie speculative che attualmente li determinano (a questo proposito basti pensare che i fondi di investimento controllano circa il 60% del commercio mondiale del grano).
Riannodare i fili che legano agricoltura e territorialità, valorizzare i modelli agricoli autoctoni nel rispetto delle colture tradizionali, queste devono essere le parole chiave di un nuovo modo di amministrare l'agricoltura a livello planetario, salvaguardando ambiente e diritto all'alimentazione. Tutti i grandi organismi mondiali e le agenzie delle Nazioni Unite preposti all'agricoltura ( FAO, Programma Alimentare Mondiale, IFAD) devono impegnarsi a garantire una più equa partecipazione delle organizzazioni contadine nei processi decisionali, questa la richiesta dei leader africani, aumentando i finanziamenti all'agricoltura e il sostegno ai piccoli produttori, anche nel campo della formazione e dell'acquisizione di tecnologie avanzate, come ha evidenziato Elisabeth Tanganà, presidente della PROPAC. Riconoscere il ruolo delle piccole aziende famigliari assicurerebbe non solo la sostenibilità di un modello agricolo che in Africa vede coinvolto circa il 90% della popolazione ma aumenterebbe le possibilità occupazionali in un continente dove la disoccupazione e lo spopolamento delle campagne per mancanza di lavoro registrano percentuali altissime. Francesco Benciolini dell'ARI (Associazione Rurale Italiana) ha messo inoltre in evidenza l'importanza dei mercati locali per garantire uno sbocco ai prodotti agricoli e il riconoscimento del diritto alla terra dei contadini, contro le piantagioni di agricoltura industriale e i megaprogetti infrastrutturali che spesso limitano le possibilità di accesso alla terra coltivabile.
Un ruolo importante in questo processo di revisione della governance agricola globale spetta sicuramente all'Unione Europea che, in qualità di prima potenza agricola mondiale, è in grado di condizionare fortemente l'andamento dei prezzi nel mercato globale. Come ha ricordato Sergio Marelli del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare (CISA), la liberalizzazione dei mercati avviata con la riforma della Politica Agraria Comunitaria (PAC) del 1992, ha avuto ripercussioni gravi sui piccoli e medi agricoltori europei e un effetto devastante sull'agricoltura dei paesi del "terzo mondo". Un maggiore impegno, dunque, da parte della UE non solo im materia di giusti prezzi e finanziamenti specifici ma anche di politiche energetiche e conservazione dell'ambiente.
Il G8 di Treviso è quindi chiamato a prendere atto della richiesta di maggiore partecipazione avanzata dalle organizzazioni contadine africane. Sicuramente il fatto che sia stata dedicata, per la prima volta, una sessione specifica ai temi dell'agricoltura e della crisi climatica è un chiaro segnale dell'importanza ormai assunta da questo segmento dell'economia globale da cui dipendono, è bene ricordarlo, milioni di famiglie non solo nel continente africano ma in tutto il pianeta. La Dichiarazione Finale delle reti di organizzazioni contadine e di produttori agricoli dell'Africa è stata dunque presentata. L'appuntamento adesso è al festival "Questa terra è la nostra terra", organizzato a Montebelluna (Treviso) dal 15 al 19 aprile, che vedrà riuniti leader africani, asiatici, europei e sudamericani per discutere insieme di sovranità alimentare, emergenza ambientale e diritto all'alimentazione. Un primo passo verso una maggiore democrazia a livello planetario e un segnale importante di partecipazione e protesta sociale.

Per saperne di più: www.terranuova.org; www.croceviaterra.it; www.carta.org

1 commenti:

Giovanni Pucci ha detto...

madò
anche volendo è impossibile leggere un pamphlet del genere...:-)

Posta un commento