mercoledì 11 marzo 2009

Portella della Ginestra. Strage dimenticata
Il volto nascosto del ritorno alla democrazia
(Roma, 22 dicembre 2008)

“Figghiu! Ca pirchì t'ammazzaru, quali mali facisti,ci dicia:
tu eri na palumma, di zuccaru e di meli”
(Lamentu d’una matri, Ignazio Buttitta)

Stretta fra i monti Kumeta e "Pizzuta", in provincia di Palermo, la spianata di Portella della Ginestra si trova a metà strada fra i comuni di Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello. Luogo simbolo del movimento contadino siciliano, nel 1947 Portella divenne teatro di una delle più controverse stragi nella storia dell'Italia repubblicana. Undici persone uccise. Decine i feriti. Tutti contadini, fra cui anche bambini; riuniti per la festa del 1 maggio. A più di sessant'anni dai fatti di Portella, l'uscita del film Segreti di Stato di Paolo Benvenuti, torna a far parlare di quella che è passata alla storia come la "strage dimenticata". Scenario: l'Italia del secondo dopoguerra.
Dopo lo sbarco anglo-americano del luglio 1943 e la breve parentesi dell'AMGOT (Allied Military Government), la Sicilia si preparava a entrare nel nuovo ordine democratico dell’Italia postfascista. “Dopo la guerra la fame si raccoglieva con il rastrello”, testimoniò un agricoltore di Piana degli Albanesi, appena ventenne nel maggio '47. Il grano scarseggiava. E i contadini occupavano i latifondi, reclamando pane e giustizia. Il 2 settembre 1943 viene ucciso, con un colpo di pistola, il carabiniere Giuseppe Mancino. La mano è quella di un giovane bandito di Montelepre, colonnello dell'EVIS (Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia), accusato di contrabbando. Il suo nome è Salvatore Giuliano, conosciuto nella zona come "Turiddu". Saranno lui e gli uomini della sua banda a sparare sui contadini, a Portella della Ginestra.
Il 1947 era iniziato con l'assassinio del sindacalista Accursio Miraglia, segretario della Camera del Lavoro di Sciacca, provincia di Agrigento. Due anni prima aveva fondato la cooperativa “Madre Terra” per rivendicare l’applicazione dei decreti Gullo del 1944, sull’assegnazione delle terre improduttive alle cooperative agricole. Il 17 gennaio era la volta di Pietro Macchiarella, ucciso a Ficarazzi, vicino Palermo. Entrambi dirigenti del Partito Comunista. Dietro agli omicidi la longa manus dei latifondisti siciliani e della mafia locale.
Il 1 maggio del ‘47, a Portella della Ginestra, non si celebrava solo la festa del lavoro ma anche la vittoria dei partiti di sinistra alle elezioni regionale del 20 aprile. Improvvisamente gli spari. Nella seduta dell’Assemblea Costituente del 2 maggio, l’allora ministro degli interni Mario Scelba parlò di Portella come di un “episodio fortunatamente circoscritto, maturato in una zona fortunatamente ristretta”. Nessun movente politico. Accusati della strage Salvatore Giuliano e la sua banda. Nel corso della stessa seduta, il segretario regionale comunista Girolamo Li Causi denunciò invece la natura politica dell'attentato, collegandola alla propaganda intimidatoria precedente alle elezioni regionali. Dito puntato contro mafiosi e latifondisti, con la connivenza delle forze dell'ordine. Fu fatto il nome di Ettore Massana, ispettore di polizia, accusato di dirigere il “banditismo politico”, in combutta con mafiosi e politici locali vicini agli ambienti monarchici e separatisti. L’uccisione di Giuliano nel 1950 e le dichiarazioni del suo luogotenente Gaspare Pisciotta, rilasciate durante il processo di Viterbo, avvalorarono la tesi sostenuta da Li Causi. Il processo si concluse nel ’52 con la condanna all’ergastolo degli uomini di Salvatore Giuliano. Nessuna condanna per i presunti mandanti.
Con il democristiano Giuseppe Alessi alla guida della Sicilia, si chiudeva un capitolo di sangue nella storia siciliana. Le elezioni nazionali del 18 aprile 1948 si concluderanno con la vittoria della Democrazia Cristiana, inaugurando la fase della cosiddetta conventio ad escludendum. Il paese andava costruendo la sua democrazia. Una democrazia vigilata, all'interno della sfera di influenza atlantica e della guerra fredda. L'Italia voleva il suo ordine democratico, le aristocrazie terriere siciliane le loro terre. I contadini uccisi a Portella della Ginestra pagarono con la vita. Il film di Benvenuti è destinato dunque a suscitare non poche polemiche, anche alla luce degli ultimi studi pubblicati (v. Giuseppe Casarrubea) che denunciano il coinvolgimento di CIA e formazioni di estrema destra (in particolare la Xma Mas di Valerio Borghese) nei fatti di Portella. Il dibattito rimane aperto su quella che resta ancora una ferita profonda nella storia dell'Italia repubblicana.

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